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Donbass italia

сообщение · 2026-07-28 11:06 UTC
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Filorussi per caso: Pirlo, pianisti, mici e pure una quercia di Lorenzo Giarelli - Il Fatto Quotidiano Un fotografo fu cacciato in Italia ma poi arrestato a Mosca, alberi e gatti sono esclusi dai concorsi, drink e film hanno cambiato nome Alla fine di tutta questa storia, probabilmente Andrea Pirlo leggerà Dostoevskij accompagnato al piano da Alessandro Orsini alla Biennale di Venezia. Servirà forse per rimediare ad anni di caccia cieca non tanto al filorusso (sarebbe un complimento ai novelli maccartisti) ma a chiunque abbia un legame con la Russia, categoria dello spirito su cui l’Italia e l’Europa sfogano un desiderio di intransigenza che invece resta sopito su cose ben più serie. E allora a Pirlo bisogna dare il benvenuto tra le vittime illustri. Sulla via della russofobia sono cauti professori e intellettuali di ogni tipo: Alessandro Barbero, Angelo d’Orsi, Alessandro Orsini, Donatella Di Cesare. Eventi annullati, contratti mandati al macero. A Paolo Nori la Bicocca ha fatto saltare un corso su Dostoevskij, putiniano con un paio di secoli d’anticipo (si sa: i geni sono così). Valery Gergiev, famosissimo direttore d’orchestra russo, se l’è dovuta vedere prima con lo sceriffo Beppe Sala (“condanni l’invasione o salta la collaborazione alla Scala”) e poi con l’inflessibile Reggia di Caserta, che l’ha invitato salvo scoprire in ritardo che era russo: “L’arte è libera, ma la propaganda è un’altra cosa”, disse il ministro Giuli. Spiazzato, Gergiev si sarà chiesto se i direttori d’orchestra sono soliti fare comizi prima di esibirsi. Forse sì, e deve valere anche per ballerini, cantanti e pianisti. Tutti immediatamente riconoscibili sul palco come putiniani. La soprano Anna Netrebko ha dovuto rinunciare alla Scala di Milano, mentre Bologna ha cacciato il pianista Alexander Romanovsky: ha provato a spiegare che è ucraino e ha pure passaporto italiano, ma non gli hanno creduto o comunque non è bastato, troppo putiniano. Idem Ildar Abdrazakov, pericoloso cantante lirico prima invitato e poi respinto dall’Arena di Verona, o l’étoile del Bolshoi Svetlana Zakharova, esclusa dal gala internazionale Les Étoiles di Roma e dal Maggio Fiorentino. E ancora. La cantante Alina Pash è stata costretta a ritirarsi dall’Eurovision perché, lei ucraina, 7 anni prima era stata in Crimea. Protagonista di una cospirazione segreta? Ingranaggio di un attentato da pianificare per conto dei russi? No, per andare a un matrimonio. A Pietrangelo Buttafuoco, direttore della Biennale di Venezia, l’Ue ha revocato 2 milioni di euro di fondi per aver ospitato artisti russi nel loro Padiglione, per altro chiuso al pubblico. Il fotografo Alexander Gronsky è bravo, ma ahilui in quelle foto si vede proprio la propaganda del Cremlino: escluso dal Festival della fotografia europea di Reggio Emilia, è tornato a Mosca e lo hanno arrestato. Protestava contro la guerra di Putin. Ma questo è nulla. La foga anti-russa si è spinta ben oltre. E mica solo ai film russi censurati qua e là dalle sale o i balletti di Cajkovskij spariti dai teatri. Diversi locali hanno seguito una moda nata negli Usa, trasformando il cocktail Moscow Mule in Kiev Mule e il Black Russian in Black Ukranian, per il sollievo di molti ucraini al fronte. La Federazione internazionale felina, “in segno di vicinanza verso gli ucraini”, ha deciso di “non registrare più gatti provenienti dalla Russia” e di “bloccare la partecipazione degli allevatori russi alle esposizioni internazionali”. Anche qui, un duro colpo per le truppe di Putin. A cui il colpo di grazia lo ha probabilmente dato la rassegna europea “L’albero dell’anno”, che nel 2022 ha bocciato senza appello la quercia che lo scrittore russo Ivan Turgenev piantò 200 anni fa nella regione di Oryol: uno spudorato spot al regime, niente da fare. Tragedia evitata anche al Festival di Cannes del 2022, quando gli organizzatori si videro arrivare da Kiev la richiesta di modificare uno dei titoli in gara, il film Z (comme Z) di Michel Hazanavicius. 🔴 Per ricevere tutti gli aggiornamenti segui Giorgio Bianchi Photojournalist
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