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Torniamo un attimo sul conflitto USA-Iran
Riavvolgiamo il nastro.
- Il 14 Giugno USA e Iran annunciano l'accordo del cessate il fuoco per potersi sedere ad un tavolo a discutere sul nucleare iraniano. Firma formale il 19. Hormuz riapre, Teheran respira in quanto per loro si ripristina il miliardario flusso di cassa bloccato.
- Circa due settimane dopo l'intesa, nello Stretto di Hormuz una nave di carico e una petroliera vengono attaccate. Washington applica immediatamente una rappresaglia attaccando obiettivi militari iraniani. L'Iran risponde colpendo basi americane.
- Il 6-7 Luglio tre navi vengono colpite dagli iraniani.
Anche qui gli USA rispondono come sopra e la replica della Repubblica Islamica è la medesima.
- Al vertice NATO Trump, per far tornare al tavolo delle trattative la controparte, dichiara che il cessate il fuoco è finito e, per essere più convincente, dimostrando forza e determinazione, attacca per due notti di seguito obiettivi iraniani. In Iran il messaggio arriva forte e chiaro, nella terza notte, infatti, solo silenzio.
Oggi si viene a sapere che privatamente Teheran ha ammesso che gli attacchi provenivano da estremisti fuori controllo il cui unico obiettivo è quello di far perdurare la guerra con la chiusura dello Stretto.
Ci sono due domande che è necessario porsi.
- Cui prodest? Ovvero, considerando che gli iraniani hanno trovato l'accordo con gli USA, a chi giova che la guerra prosegua, con il conseguente aumento scriteriato del prezzo del petrolio?
- Chi controlla realmente questi utili idioti che attaccano le navi ad Hormuz?
Spoiler: Londra.
ansa.it
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