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Roberto Forcione Chat

сообщение · 2026-07-12 20:56 UTC
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id 1152931098Фотография
🔴 È del tutto vero che Roger Waters ha espresso pubblicamente sostegno alla battaglia legale di Matt Campbell – fratello di Geoff Campbell, una delle vittime della Torre Nord – finanziando e promuovendo gli sforzi per riaprire un'inchiesta ufficiale nel Regno Unito basata sulla tesi della "demolizione controllata". L'attivismo di Waters e la sofferenza di una famiglia che cerca risposte meritano profondo rispetto umano, ma le tesi ingegneristiche su cui si fonda questa narrazione alternativa si scontrano frontalmente con le leggi della fisica, della dinamica strutturale e della scienza dei materiali. Il cuore del debunking scientifico poggia su pilastri verificati che smentiscono l'ipotesi degli esplosivi, spiegando i crolli interamente attraverso un cedimento strutturale progressivo indotto dal fuoco e dai danni da impatto. Il primo e più celebre malinteso riguarda il superamento del mito secondo cui "il carburante degli aerei non può fondere l'acciaio". Dal punto di vista metallurgico, questo assunto è corretto ma del tutto irrilevante. Il cherosene brucia a temperature d'ufficio comprese tra gli 800°C e i 1000°C, mentre l'acciaio strutturale fonde a circa 1500°C. Tuttavia, l'acciaio non ha alcun bisogno di liquefarsi per causare un disastro: la fisica dei materiali dimostra che a soli 600°C l'acciaio perde circa il 50% della sua resistenza meccanica, e a 1000°C ne perde oltre il 90%, diventando incapace di reggere i carichi statici dell'edificio. Negli attacchi dell'11 settembre, l'impatto ad altissima velocità dei velivoli ha fatto molto più che recidere fisicamente alcune colonne perimetrali e centrali: l'enorme energia cinetica dell'urto ha letteralmente strappato via il rivestimento termoisolante antincendio spruzzato sulle strutture rimaste in piedi. Rimasto "nudo", l'acciaio si è surriscaldato in tempi rapidissimi. Il meccanismo finale del crollo delle Torri Gemelle è una questione di pura statica e deformazione termica. Sotto l'effetto del calore estremo, le capriate orizzontali che sostenevano i pavimenti hanno iniziato a flettersi e a incurvarsi verso il basso. Questa deformazione ha esercitato una trazione massiccia verso l'interno sulle colonne verticali esterne, facendole instabilizzare e piegare (un fenomeno noto in ingegneria come instabilità a carico di punta o *buckling*). Quando la zona dell'impatto non è più riuscita a sostenere il peso sovrastante, la parte superiore della torre è caduta di colpo sui piani inferiori. A quel punto, l'enorme energia potenziale gravitazionale della parte superiore della struttura (decine di migliaia di tonnellate) si è convertita istantaneamente in energia cinetica. La forza dell'impatto dinamico generata dalla massa in caduta libera ha superato di ordini di grandezza la capacità di carico statico dei piani sottostanti, sebbene intatti. Questo ha innescato un crollo progressivo guidato unicamente dalla forza di gravità, che si è propagato verso il basso a una velocità perfettamente coerente con le leggi della dinamica di Newton, senza alcuna necessità di supporre l'uso di cariche esplosive o termite. Anche il crollo del World Trade Center 7, spesso citato dai sostenitori della demolizione controllata come prova regina perché l'edificio non fu colpito direttamente da un aereo, è stato decodificato dall'analisi forense dell'Istituto Nazionale degli Standard e della Tecnologia (NIST). Il WTC 7 subì pesanti danni strutturali dovuti ai detriti generati dal collasso della vicina Torre Nord, che tranciarono anche le condutture idriche principali della città. Senza acqua, i sistemi antincendio automatici rimasero a secco e gli incendi divamparono incontrollati per quasi sette ore su più piani. La dilatazione termica ha causato lo sfilamento delle travi dai loro supporti e il conseguente cedimento della Colonna 79, una colonna interna cruciale. Il collasso interno di questa colonna ha lasciato le pareti esterne prive di vincoli, provocando il collasso verticale globale dell'edificio che a un occhio non esperto ha ricordato una demolizione programmata.

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