Se le istituzioni se ne fottono, allora è obbligo del cittadino diventare istituzioni e rimettere ordine in tutto ciò. Con le buone e se necessario, con le CATTIVE.
⚠️ LA VERITÀ❗️
Salvatore A. Bravo
🔴 L’articolo denuncia il presunto disprezzo espresso da Trump verso l’Italia e il silenzio del governo e dell’opinione pubblica. L’autore sottolinea che tali atteggiamenti rivelano una condizione di subordinazione culturale e politica all’America, aggravata dall’appartenenza all’NATO. Si chiede se l’Italia sia ancora una nazione o solo una collettività colonizzata mentalmente e si invita a riconsiderare la propria posizione geopolitica e l’idea stessa di dignità nazionale.
Sommario ⬆️
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⏹️ Trump continua a postare immagini che offendono il nostro Presidente del Consiglio. Ma nulla accade, il servidorame “politicamente corretto” tace o continua imperterrito ad affermare che le relazioni con gli Stati Uniti sono ottime.
🔹️ Il pubblico dileggio del Presidente del Consiglio non è solo un attacco personale, è gesto di tracotante arroganza con cui si evidenzia al mondo lo stato di semicolonia dell’Italia. Da un partito che si dichiara sovranista ci saremmo aspettati altro, invece ancora nulla.
🔹️ Vannacci, anch’egli è silente. Gli italiani paiono non cogliere il carattere offensivo delle parole e delle immagini postate in modo provocatorio da Trump e con cui rassicura i suoi elettori del suo controllo e dominio sull’impero.
🔹️ I Presidenti passano, ma le offese restano nella cultura di un popolo, lo definiscono fino a fargli apparire come “banale e normale” essere oggetto di offese in cui si vuole riaffermare la condizione di evidente inferiorità politica dinanzi all’imperatore.
🔹️ Nulla accade, ripeto, i giovani continuano a guardare ammirati gli Stati Uniti, si imitano i (cattivi) costumi, si impara la lingua e si osanna il modello americano, mentre si è oggetto di pubblici insulti.
🔹️ In tale cornice vi è da chiedersi se siamo un popolo e una nazione o semplicemente una giustapposizione di individui colonizzati nella mente e nel cuore al punto da non sentire il peso dell’offesa alla nazion
PROTEGGIAMO I BAMBINI, PROTEGGIAMO LO STATO DI DIRITTO DAGLI ABUSI DELLA LEGGE LORENZIN!
Dopo più un anno NON siamo ancora riusciti a chiudere questo progetto di UNO PER TUTTI, TUTTI PER UNO con i ricorsi nel tribunale civile, per noi poi l'ultimo che faremo in questo modo. Purtroppo i 20.000 euro di spese legali (+ le parcelle degli avvocati) sono documentabili e li vogliono tutti. Eppure basterebbe rinunciare ad un caffè od un gelato, non si chiede niente di più. La raccolta fondi è in trasparenza e la potete seguire su GoFundMe --->https://www.gofundme.com/f/no-esclusioni-legge-lorenzin-06?utm_campaign=natman_sharesheet_dash&utm_medium=customer&utm_source=copy_link&attribution_id=sl:a622d657-cbdd-4e71-9775-4cad0991b695 (ricordatevi di togliere il contributo volontario del 10%, impostato di default, e mettetelo a zero) oltre che ai metodi classici (bonifico/Paypal oppure contante - anche UN EURO che non incide sul budget familiare - dal tabaccaio SISAL) sul nostro sito nella sezione DONAZIONI ---> https://www.tuteladirittosoggettivo.it/donazionitds/
Alessandra Ghisla - Consulente con studi di Diritti Naturali dell’Essere Umano e tecniche di difesa in Autotutela del Cittadino Italiano
⚠️ NON BASTA SEGUIRE LE NOTIZIE: BISOGNA CONOSCERE LA GEOGRAFIA DEL POTERE❗️
Elena Tempestini
🔴 La geografia non è mai stata irrilevante per la politica internazionale, ma negli ultimi decenni è stata sottovalutata a causa dell'illusione della globalizzazione e della digitalizzazione. Oggi, si riscopre la sua importanza: montagne, mari, isole e stretti definiscono infrastrutture strategiche per il potere, l'economia e la sicurezza. Per comprendere i meccanismi di potere, imparare a leggere il mondo attraverso la geografia è essenziale.
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⏹️ Prima ancora di parlare di guerre, alleanze o grandi potenze, dovremmo porci la domanda : conosciamo davvero la geografia del mondo in cui viviamo? Sempre più spesso, sotto gli articoli di analisi geopolitica, compare un commento “Siamo tornati alla geografia”.
🔸️ Un’osservazione che merita una riflessione, ma che parte da un presupposto che reputo discutibile; in realtà, non siamo affatto tornati alla geografia, perché la geografia non ha mai smesso e non può smettere di determinare la storia.
🔸️ Semmai, per alcuni decenni abbiamo avuto l’illusione che la globalizzazione, Internet, la finanza e la tecnologia avessero reso irrilevanti montagne, mari, isole, deserti e strettoie marittime.
🔸️ Oggi stiamo semplicemente riscoprendo ciò che era sempre rimasto davanti ai nostri occhi. La geografia non è una disciplina del passato, ma il linguaggio con cui il pianeta continua a imporre i propri limiti e le proprie opportunità alla politica internazionale.
🔸️ È la base sulla quale si costruiscono la strategia militare, la sicurezza energetica, le reti commerciali, la competizione tecnologica e persino la corsa all’intelligenza artificiale.
🔸️ Comprendere una crisi senza conoscere la geografia significa osservare una partita senza vedere il campo di gioco. È sufficiente guardare una carta geografica per capire come il potere mondiale non si distribuisca casualmente.
🔸️ Le isole, gli s
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38 commenti. In un'ora.
Avevo chiesto 50 reazioni. Avete risposto con 134.
Vi siete qualificati.
Adesso leggete tutto. Senza fretta.
Quello che state per leggere lo avete sbloccato voi.
Ed è esattamente quello che il sistema non vuole che leggiate.
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1983. Roma. Una marcia organizzata dal Partito Comunista Italiano.
In prima fila, un giovane prete agostiniano con uno striscione.
Si chiamava Robert Francis Prevost.
Oggi si chiama Papa Leone XIV.
L'attivista Luca Casarini ha pubblicato la foto e ha commentato:
"Hai fatto molta strada, fratello Robert. Ma non hai cambiato direzione."
Casarini ha ragione. Ma non per le ragioni che crede.
Non ha cambiato direzione perché non c'era direzione da cambiare.
Cristianesimo e comunismo non sono opposti. Sono varianti dello stesso sistema.
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Guardali uno accanto all'altro.
Il cristianesimo promette un paradiso dopo la morte.
Il comunismo promette un paradiso dopo la rivoluzione.
In entrambi i casi devi sacrificarti adesso per qualcosa che non vedrai.
Il cristianesimo dice: sei nato nel peccato originale.
Il comunismo dice: sei nato nella classe sbagliata.
In entrambi i casi la colpa è tua prima ancora di aver fatto qualcosa.
Il cristianesimo ha papa, vescovi, preti, e tu in ginocchio.
Il comunismo ha segretario, comitato, quadri, e tu in fila.
La gerarchia è sacra. Tu sei la base della piramide.
Il cristianesimo bruciava chi la pensava diversamente: eretici.
Il comunismo fucilava chi la pensava diversamente: controrivoluzionari.
Il dissenso è il peccato peggiore.
Il cristianesimo ha distrutto i templi pagani e ha costruito chiese sopra.
Il comunismo ha distrutto quelle stesse chiese e ha costruito palazzi del partito sopra.
Non perché fossero diversi.
Perché erano rivali.
Due religioni che si contendono lo stesso fedele. Il comunismo non odiava la struttura della chiesa. La invidiava. L'ha copiata.
Ha sostituito le icone con
Die Schweiz betreffen die Epstein Akten genauso wie jedes andere Land.
Solange die impftalibane und Kinderschänder nicht eingelocht werden, gilt kein Gesetz.
Ihr habt doch nicht allen Ernstes das Gefühl, dass das Volk für euer Treiben bezahlen muss???!!!!