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ApSM Conoscere Linux

228 members
4 May 2026
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per Ubuntu il package con il fix è una mitigazione che disattiva un modulo del kernel. Non sono sicurissimo sia già uscito un kernel con una correzione effettiva del problema
6 May 2026
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GCC 16 è ufficiale: C++20 diventa lo standard di default! ⚙️ GCC 16.1.0: una svolta per tutti i compilatori Linux! È stato rilasciato GCC 16.1.0, versione maggiore del compilatore GNU. La novità più importante è l'adozione di GNU C++20 come standard predefinito, insieme a nuove funzionalità OpenMP, supporto iniziale ad Algol 68, ottimizzazioni per GPU e CPU moderne e diagnostiche migliorate in formato SARIF/HTML. 💬 Compilate software da sorgente? Che compilatore usate di solito? Avete mai notato differenze di performance tra versioni di GCC? Raccontateci!
11 May 2026
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Ubuntu + AI locale: il futuro è nella privacy! Ubuntu prepara l'intelligenza artificiale… ma offline! Ubuntu sta preparando funzioni AI graduali basate su inferenza locale, puntando a un'integrazione dell'intelligenza artificiale più rispettosa della privacy, senza dipendere da servizi cloud esterni. Una scelta controcorrente rispetto alla tendenza di mandare tutto "nel cloud". Linux sceglie la strada della sovranità digitale anche nell'AI! Preferite l'AI locale o cloud? Usate già modelli AI offline sul vostro Linux (es. Ollama, LocalAI)? Cosa ne pensate dell'AI integrata nel desktop?
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Ciao Alessandro, l'idea di avere l'AI locale l'accarezzo da tempo ma oggi è qualcosa di utopico. Per far girare semplici LLM occorrono risorse hw veramente notevoli e senza la GPU ne servono ancora di più. In ogni caso ad oggi anche spendendo veramente tanti soldini (anche 3/4K) si avrebbero risultati in locale si, ma non migliori anche della semplice chat-gpt. Il rischio è che con la corsa che c'è all'AI l'investimento di oggi domani non varrebbe assolutamente niente. Quindi bisogna essere pratici: se vogliamo un bot da prima o forse quinta elementare è un discorso ma sempre a patto di avere almeno 8GB , cpu decenti e magari gpu. Aggiungo visto che parliamo di Linux . Ho un intel core ultra 5 125h con Proxmox. Malgrado abbia NPU ad oggi è veramente un casino fare pass-through o fare in modo che le vm accedano alla npu fondamentale per l'AI. Questo perchè lato linux ancora ci devon lavorare bene. L'unico futuro che immagino già da un paio di anni è quello di avere a casa un'AI "figlia" custode dei fatti nostri (privacy) capace di risolvere problemi semplici che si faccia da "interfaccia" verso un'AI "madre" per l'elaborazione e ricerca ed aggregazione di altri dati. Andando sul pratico non più di un paio di mesi fa installai una VM allocando qualcosa come 12GB e 12vcpu senza passthrough quel "mostro" a stento dopo 30 secondi rispondeva a semplicissime domande. Abbandonata l'idea, almeno per ora.
P
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Aggiungo anche le prove fatte sul Mac M1 con 8GB , che comunque credo sia più carrozzato di molti linux "amatoriali" , ha dato risultati molto deludenti.
L
PietroCiao Alessandro, l'idea di avere l'AI locale l'accarezzo da tempo ma oggi è qualcosa di utopico. Per far girare semplici LLM occorrono risorse hw veramente notevoli e senza la GPU ne servono ancora di più. In ogni caso ad oggi anche spendendo veramente tanti soldini (anche 3/4K) si avrebbero risulta
L'NPU non la definirei "fondamentale per l'AI", tenendo conto che la maggior parte supporta solo int8 e/o int4, e non fp16/fp8/fp4. In qualsiasi caso le NPU attuali fanno abbastanza pena, se confrontate anche solo con le gpu integrate in molti SoC
P
Lorenzo (as3ii)Il 125h non ha una gpu integrata?
si intel arc se non ricordo male. Comunque non sono un guro ..so solo che su Proxmox avevo provato installando da helper script una VM per ollama alla fine mi faceva credere di usare la gpu ma non era affatto vero. Sinceramente viste le considerazioni di sopra ma sopratutto il fatto che su Proxmox ci faccio girare roba che mi serve molto più dell'ai locale , non ho continuato a sperimentare.
14 May 2026
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Arch Linux 2026.05.01: kernel 7.0 e installer migliorato 🏹 Arch Linux abbraccia il kernel 7.0! La nuova ISO Arch Linux 2026.05.01 integra il kernel Linux 7.0, con un rilevamento hardware più efficace: periferiche che prima richiedevano configurazioni manuali vengono ora riconosciute automaticamente. Anche l'installer Archinstall 4.3 è stato migliorato, con nuove opzioni per font, lingue e gestione delle partizioni. 💬 Usate Arch Linux? È davvero "difficile" come si dice, o è un mito? Qual è la vostra distro preferita e perché? Arch btw? 😄
15 May 2026
16 May 2026
23 May 2026
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È difficile pensare che Anthropic o una delle aziende che si candidano per testare il prodotto abbia raggiunto un accordo secondo cui rivelare le vulnerabilità prima dei fix, specialmente sapendo che vengono rilevate automaticamente e sanate almeno in gran parte dei casi da umani.
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La mia impressione è che ci sia qualche spiritosone, furbetto o peggio che esamina e diffonde i risultati in una fase intermedia del lavoro
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Difficilmente lavoreranno con dei protocolli di segregazione delle informazioni adatti a quello che hanno costruito: una minaccia globale se mal utilizzata
Antoniohttps://www.dday.it/redazione/57515/claude-mythos-sta-mettendo-in-crisi-il-ciclo-tradizionale-delle-patch
“Secondo me il problema non è solo tecnico ma anche di modello operativo. Se l’AI arriva a generare patch o trovare vulnerabilità più velocemente degli umani, diventa fondamentale avere ambienti isolati, audit indipendenti e controllo umano reale prima del rilascio. Il rischio più grosso non è tanto Claude o altre AI, ma l’automazione cieca: una patch sbagliata distribuita su larga scala potrebbe creare più danni della vulnerabilità stessa. Per il mondo Linux e open source potrebbe però essere anche un’opportunità: review pubbliche, trasparenza del codice e collaborazione comunitaria restano ancora un vantaggio enorme rispetto ai sistemi chiusi.”
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La discussione tocca un punto interessante. Il titolo dell'articolo parla di "mettere in crisi il ciclo tradizionale delle patch", che è una affermazione forte. Sul merito delle osservazioni di Daniele Gozzi: il ragionamento è corretto in linea di principio — usare un modello AI per identificare vulnerabilità in modo automatico prima che vengano patchate è esattamente il tipo di rischio che la comunità della sicurezza sta discutendo da anni. Non è fantascienza. Però c'è un punto che vale la pena sollevare nel gruppo: La domanda chiave non è "può Claude trovare vulnerabilità?" ma "chi ha accesso ai risultati, e in che fase?" Se il pipeline è: Claude trova la vuln → segnalazione responsabile al vendor → patch → disclosure pubblica, è un miglioramento rispetto allo status quo. Se invece il pipeline è: Claude trova la vuln → qualcuno la tiene per sé o la vende, allora sì, è un problema serio. L'ipotesi del "forzare la mano per piazzare agenti che creano fix autonomamente" è affascinante ma forse eccessivamente speculativa — più probabile che Anthropic stia semplicemente cercando di dimostrare utilità pratica nel campo della cybersecurity, un mercato enorme. Vale anche ricordare che strumenti come Copilot o CodeQL già fanno analisi statica simile da anni — Claude Mythos porta capacità di ragionamento più profondo, ma il paradigma non è completamente nuovo. Cosa ne pensate voi nel gruppo? Avete visto casi concreti di questo approccio applicato a distro Linux?
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Fra l'altro il carattere di arma di Mythos è destinato a non rimanere solo, con la concorrenza che c'è nel settore; quindi ammesso di "ritirare" o "rieducare" qualche spione oggi, il futuro renederà la stessa capacità comune da avere attraverso altri modelli. CloudFlare conclude la descrizione della sua esperienza con quel preview spiegando che a loro modo di vedere l'accelerazione del patching può procedere solo fino a un certo punto https://blog.cloudflare.com/cyber-frontier-models/#what-this-means-for-security-teams . Questo sbilanciamento nella rapidità tra patching e disclosure lo ipotizzano di potere controbilanciare solo con una architettura che prudentemente limiti il danno di una vulnerabilità singola. > That means defenses that sit in front of the application and block the bug from being reached. It means designing the application so that a flaw in one part of the code cannot give an attacker access to other parts.
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