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⚠️ COSTRUIRE EGEMONIA NELL'ETÀ DELL'ALGORITMO
Francesca Coniglione
🔴 Francesco Coniglione analizza il mutamento dell'egemonia culturale: non più un sistema stabile di istituzioni (stampa, scuole, sindacati), ma un ecosistema instabile governato da algoritmi e social media. La sfida odierna non è solo produrre idee, ma costruire "scenari" in cui esse possano circolare e diventare influenza. L'egemonia tradizionale si basava su luoghi fisici e riconoscimento sociale; quella attuale si frammenta nel flusso digitale dove il pensiero rischia l'irrilevanza immediata. L'IA deve fungere da infrastruttura di elaborazione (sintesi, traduzione, organizzazione), mai come sostituto del pensiero umano. Serve una nuova strategia politica per creare ambienti in cui la parola intellettuale venga discussa e trasformata in potere, contrastando l'oblio algoritmico.
Sommario ⬆️
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⏹️ L’egemonia, ho argomentato altrove sulla scorta di quanto sostenuto da Gramsci, non è la conseguenza meccanica di una tecnica di conquista degli apparati.
🔸️ È qualcosa di più profondo e più raro: la capacità di rendere naturale un linguaggio, familiare una visione del mondo, spontaneo un certo modo di pensare.
🔸️ Non dimora dove si firma una nomina, ma dove una società impara, quasi senza accorgersene, a pensare con le tue parole. La scena in cui l’egemonia si produce è oggi radicalmente cambiata.
🔸️ La vecchia egemonia culturale, quella che in Italia ebbe una forte centralità comunista, si fondava su un ecosistema relativamente stabile: giornali, riviste, case editrici, scuole di partito, sezioni, case del popolo, sindacati, università, premi letterari, teatri, festival.
🔸️ Era un mondo fatto di luoghi, tempi, rituali, appartenenze. Le idee non circolavano nel vuoto: avevano binari, stazioni, interpreti, comunità riceventi.
🔸️ E quell’egemonia era anche un sistema di riconoscimento: attirava gli intellettuali perché offriva loro ciò che il pensatore desidera quasi